Macchine, intuizioni formidabili

Pistoia, una mostra di modelli artigianali e un itinerario fra i boschi dell’Appennino alla scoperta di opere ispirate al genio

di ELISA VALENTINI
– PISTOIA –

LE PIÙ IMPORTANTI invenzioni di Leonardo da Vinci ripercorse in una mostra di modellini artigianali in legno. Ma anche un itinerario fra boschi e borghi dell’Appennino di Pistoia, alla scoperta di manufatti e opere di ingegneria che si ispirano alle sue brillanti intuizioni. Con questa ottica originale, l’Ecomuseo della Montagna pistoiese rende omaggio al maestro del Rinascimento italiano. Il suo essere scienziato e inventore, innovatore e artista, prende forma nella mostra “Le macchine di Leonardo: tracce del Genio sulla Montagna pistoiese”, visitabile fino al 1° settembre a Gavinana, nelle sale di palazzo Achilli, centro informativo dell’Ecomuseo. Protagonisti i modellini realizzati per l’occasione dalle abili mani di Valerio Pagliai, tornitore professionista del luogo: oltre dieci macchine, ben funzionanti e fedelmente riprodotte dai disegni contenuti nel Codice Atlantico.

FRA QUESTE, la catapulta, che Leonardo rivisitò e migliorò, la bicicletta e la balestra. Il tutto corredato da filmati e da cartografie storiche, forniti dall’associazione Valle Lune, che illustrano l’assetto della Montagna pistoiese all’epoca in cui il genio si trovava a Firenze, città che controllava questa parte di Appennino. I bambini possono invece divertirsi a montare il “ponte autoportante”. La mostra è solo il punto di partenza per un viaggio alla scoperta di luoghi affascinanti, lungo gli itinerari dell’Ecomuseo. «Abbiamo voluto parlare di Leonardo in relazione al contesto storico e ambientale della Montagna pistoiese in quel periodo – spiega Manuela Geri, responsabile dell’Ecomuseo – qui si ritrovano molte tematiche che egli ha approfondito, come l’uso delle ruote idrauliche per generare energia e movimento, e la siderurgia, di cui Leonardo si è occupato, tanto che fu inviato da Ludovico il Moro a fare ‘spionaggio industriale’ in Val Trompia per scoprire alcune tecniche segrete di fusione del ferro. A quei tempi la ferriera di Maresca, sulla nostra montagna, era già attiva e conosciuta, visto che nel 1388 fu venduta a un mercante di ferro di Firenze per 100 fiorini d’oro. È quindi possibile che Leonardo l’abbia visitata». Tanti altri gli spunti di visita, dalla Ghiacciaia della Madonnina, nella valle del Reno, col suo sistema di gore e bottacci, al Museo del ferro a Pontepetri. A Orsigna, sull’Itinerario della castagna, si osservano due particolari ponti in legno costruiti dagli abitanti secondo i progetti di Leonardo, mentre al Museo della Gente di Rivoreta si sperimenta la manualità costruendo un piccolo paracadute. La chiesa di Santa Maria Assunta a Gavinana custodisce invece la scultura di un angelo attribuita alla bottega del Verrocchio, di cui Leonardo fu allievo; e sempre a Gavinana, al Munap (museo naturalistico archeologico), si apprende come da Vinci, attraverso l’osservazione di uccelli e chirotteri, elaborasse i suoi progetti di ala. La mostra, realizzata col contributo della fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, era stata inaugurata a ottobre, esponendo i modellini realizzati dall’architetto Andrea Neri, con la supervisione del compianto Carlo Pedretti, considerato massimo esperto della figura di Leonardo. L’intenzione era di smontarla a gennaio 2019, ma il grande successo ha convinto a riproporla in una nuova versione.