IL SORRISO DELL’ARTE

di Francesco Tedeschi*

Un giudizio diffuso considera l’arte contemporanea come una forma di rottura con il passato. Si tratta di un pregiudizio da sfatare, in quanto, anche nell’ambito di una spinta innovativa e polemica, sia sotto il profilo estetico, sia per le tecniche e tecnologie adottate, i rapporti con la storia dell’arte, non solo del Rinascimento, sono sempre attivi. Essi vanno piuttosto intesi all’interno di una stratificazione, in cui le tracce del Quattro e Cinquecento convivono con residui del Barocco, del Neoclassicismo, del Romanticismo e di tutte le correnti e declinazioni del gusto che si sono nel tempo sovrapposte.
Il ritorno ad alcune immagini-simbolo del Rinascimento è solo manifestazione immediata di un’attenzione che si carica di ulteriori motivazioni. La fortuna dell’Ultima Cena di Leonardo, per esempio, va oltre le letture che ne hanno fornito Andy Warhol o Peter Greenaway, sul piano della rielaborazione dell’immagine, per estendersi a quelle di Sam Taylor-Wood o Vanessa Beecroft, rivolte a interpretarne i significati alla luce delle situazioni sociali contemporanee. Anche i baffi apposti alla Gioconda da Duchamp, in questo senso, non irridono Leonardo, ma contribuiscono alla fortuna di un’immagine che non è più solo un quadro conservato al Musée du Louvre.
Con Leonardo, Michelangelo e Raffaello, Piero della Francesca, Paolo Uccello e Beato Angelico sono spesso evocati nell’immaginario contemporaneo, e questo dà la misura del loro essere popolari (o “pop”), ma la sintonia con quel tempo e quel gustosi manifesta oltre il ricorso a specifici motivi. Quali aspetti del Rinascimento artistico possono avere oggi attualità? Certamente il modo di concepire la rappresentazione e il controllo dello spazio, sia esso reale o virtuale, e con esso la visione organica della città “ideale”, oltre alla ricerca di un dialogo armonico fra le forme visive e la cultura scientifica, letteraria e simbolica.
Artisti come Giulio Paollini, Luciano Fabro o Rodolfo Aricò, hanno reso omaggio fra gli anni Sessanta e Settanta a temi e figure del Rinascimento, testimoniando la loro persistenza nella cultura italiana, ma l’affinità con quell’epoca trova la sua più profonda applicazione negli autori che si propongono di raggiungere un rigore e un equilibrio formali. Si pensi ad autori come Piet Mondrian o Alberto Burri, fino a riconoscere quel dialogo fra forme e figure del Quattro-Cinquecento e l’elaborazione contemporanea, che vede nel “rinascimento elettronico” di Bill Viola, la spinta a realizzare una visione autonoma e assoluta, in cui il passato vive dentro le immagini del presente.


Botticelli ambasciatore in Asia
Le sue opere volano a Hong Kong

Ponte culturale fra Italia e Cina. Il patto nel segno dei maestri della pittura fiorentina del ’400

FIRENZE

Sandro Botticelli ambasciatore d’Italia in Asia, quale emblema della nostra arte e della nostra cultura. La Galleria degli Uffizi ha firmato un accordo con il Dipartimento dei Servizi per la Cultura di Hong Kong, per quello che di fatto è il più grande ponte culturale fra Oriente e Occidente costruito negli ultimi anni. Un’avventura che porterà Firenze e l’intero Paese a un pubblico di milioni e milioni di visitatori. Si tratta infatti di una partnership di cinque anni tra le Gallerie degli Uffizi e Hong Kong, di un “gemellaggio museale” per portare a settembre di quest’anno per la prima volta nella grande metropoli asiatica, una mostra dal titolo «Sandro Botticelli e alla pittura fiorentina del ‘400», prevista fino a gennaio 2021.
Sono diciotto i capolavori di Sandro Botticelli custoditi agli Uffizi. E anche se un paio sono solo attribuzioni, nessun altro museo al mondo può vantare un bouquet altrettanto numeroso. Una decina di questi straordinari dipinti voleranno Asia insieme ad almeno un’altra ventina di opere di artisti altrettanto celebri del XV-XVI secolo, sempre degli Uffizi. E’ un esodo di massa mai avvenuto prima, soprattutto per l’eccellenza dei dipinti, tutti capisaldi dell’arte dell’Occidente, tra cui opere di Filippo Lippi, Pietro Perugino, Antonio del Pollaiolo, Domenico del Ghirlandaio, Andrea del Verrocchio.
Inoltre, in base all’intesa, le Gallerie degli Uffizi collaboreranno per organizzare anche altre esposizioni a Hong Kong nei prossimi cinque anni e predisporre scambi culturali, visite reciproche e occasioni di studio tra i funzionari dei due poli attraverso un programma di ‘gemellaggio museale’, oltre ad una serie di visite di gruppi di giovani ambasciatori dell’arte di Hong Kong a Firenze.
Per parte sua, Hong Kong sosterrà economicamente la missione e le attività strategiche degli Uffizi. E in occasione della prima mostra nel 2020 elargirà un contributo di 600mila euro.

Olga Mugnaini


Reggio Emilia

Dalla bottega di Raffaello alle incisioni

Anche Reggio Emilia si prepara a fare la sua parte nell’ambito delle celebrazioni di uno dei più grandi geni della pittura universale. “Raffaello e l’incisione europea dal Cinquecento all’Ottocento” è il titolo della mostra visitabile sino al 5 aprile alla Biblioteca Panizzi di Reggio, nel quinto centenario della morte. L’iniziativa rientra nel programma di Reggio per Emilia2020, complesso di eventi organizzati dal Comune in concomitanza con Parma capitale italiana della cultura. L’esposizione inizia dalla bottega di Raffaello, con una documentazione essenziale su Marcantonio Raimondi, il miglior incisore italiano del tempo, al quale il genio consegnava i suoi disegni o appositamente studiava disegni da tradurre in incisioni, e i suoi collaboratori. La rassegna presenta poi una scelta di incisioni del secondo Cinquecento, alcuni esempi di ritratti, la produzione delle grandi serie di stampe con i dipinti delle stanze e delle logge vaticane, le ricerche settecentesche sui disegni, qualche esempio dell’uso didattico delle opere di Raffaello per insegnare come si disegna un volto o si rende un’espressione. Conclude l’esposizione una panoramica sulle grandi Madonne nelle quali l’Ottocento, superato lo sconvolgimento della rivoluzione francese, ricercava quell’ideale di una classicità armoniosa e di una religiosità intima che era stato caratteristico della stagione ottimistica del Rinascimento italiano, si era incarnato in Raffaello ed era scomparso con lui, e ora riappariva come sogno e auspicio di un futuro in cui finalmente si realizzassero l’armonia tra l’uomo e la natura e tra la razionalità e il bene nella storia. Il progetto espositivo viene dopo un’altra importante iniziativa della Biblioteca Panizzi, che rendeva omaggio al genio di Leonardo, attraverso le opere del fisico reggiano Giambattista Venturi.

Lara Maria Ferrari

FIRENZE

Ecco i dipinti selezionati

Quali sono i capolavori di Botticelli che partiranno da Firenze per la mostra a Hong Kong? La lista delle opere è in corso di elaborazione, ma fra i dipinti più probabili ci sono La Calunnia, l’Adorazione dei Magi, Pallade che doma il Centauro, Sant’Agostino nello studio, Ritorno di Giuditta dal campo nemico, Ritratto d’uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio. Dipinti comunque di piccole e medie dimensioni e in buono stato di conservazione.

L’ASSICURAZIONE

Schmidt: il Sacrario non si tocca

«Non lasceranno mai gli Uffizi i dipinti del “sacrario del Botticelli“, da cui non si muove mai niente». Ossia la Venere e la Primavera. Lo assicura il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, di fronte alla perplessità di chi ritiene che non sia giusto portare fuori dal Paese i nostri capolavori. «Manderemo un piccolo nucleo di dipinti di Botticelli – prosegue Schmidt – ampiamente contestualizzate da opere di altri maestri del Quattrocento».