Tra storia e leggenda di due classici irrinunciabili

Le origini / Come sono nati i dolci immancabili sulle tavole delle feste

Secondo la leggenda, il panettone nacque nella Milano di Ludovico il Moro, signore della città alla fine del XV secolo. Durante la vigilia, il cuoco di casa Sforza bruciò il dolce da servire durante la cena. Uno sguattero di nome Toni lavorò un panetto di lievito che si era tenuto da parte per il Natale, con farina, uova, zucchero, uvetta e canditi. Ottenne un impasto soffice e lievitato che gli Sforza chiamarono “pan de Toni”, da cui deriva il nome “panettone”. Leggende a parte, le sue origini risalgono all’usanza medievale di preparare tipi di pane più ricchi a Natale. Le prime prove dell’esistenza del panettone sono da rintracciare nel 1606, quando nel primo dizionario milanese-italiano si parla di “panaton de danedaa”. Una descrizione più precisa arriva dall’Ottocento: Francesco Cherubini lo definisce una specie di pane di frumento addobbato con burro, uova, zucchero e uva passerina o sultana. Era basso e non lievitato, mentre l’attuale forma si deve alla creazione di Angelo Motta negli anni Venti. Per il pandoro invece, esiste una data di nascita: 14 ottobre 1894, quando Domenico Melegatti a Verona brevettò il nome, la forma e la ricetta del dolce.


La tradizione che si evolve e si rinnova…

Varianti / Quale tipologia scegliere dipende dalle preferenze individuali

Ormai in commercio ci sono infinite varietà di panettone e pandoro. Sugli scaffali del supermercato in pasticceria c’è solo l’imbarazzo della scelta, per accontentare tutti i palato e le esigenze. Per capire se il prodotto che acquistiamo è di qualità, è sufficiente verificare che abbia un aspetto compatto e un colore uniforme, non bruciacchiato. Canditi e uvette, nel caso del panettone, devono essere distribuiti in maniera uniforme.
Per quanto riguarda le varietà, esistono le versioni classiche, per chi anche a tavola non rinuncia alla tradizione, o quelle più “ardite”.
Al cioccolato, farcito alla crema, preparato con lievito madre, integrale, senza glutine o vegano. O, appunto, in declinazioni più estrose come pera e cioccolato, pistacchio, caramello e frutti rossi.


In vasetto

Una delizia da spalmare a marchio Rizzati
per chi non rinuncia ai canditi e all’uvetta

Una crema spalmabile biologica e senza glutine per i più golosi. Ha una base di burro di cacao, zucchero di canna e latte scremato ed è arricchita da uva sultanina e da canditi di arancia calabrese.
Una vera delizia disponibile nei negozi Rizzati di Ferrara, Cortina e Ravenna, in alcuni negozi Naturasì e nella settimana di Natale anche da Eataly e nei Caffè Pascucci. Presto si troverà in vendita anche online su Amazon. Lo storico brand specializzato in cioccolato artigianale, è riuscito dove vari tentativi a trovare la ricetta perfetta, per gustare il sapore di panettone tutto l’anno. Le creme spalmabili piacciono molto per la loro versatilità: si possono gustare da sole, con il pane oppure aggiungere a dei dessert fatti in casa.
Una dolce tentazione a portata di cucchiaio, da concedersi ogni volta che si vuole.


Un delizioso mandorlato artigianale

Mandorlato con uvetta e canditi che si scioglie in bocca. Diverso dal solito panettone che conquista per la sua bontà. Prodotto da La Forneria di Pula, è un dolce artigianale realizzato con materie prime genuine. L’azienda vende anche panettoni con pere e cioccolato, frutti rossi e altre golosità.


Alternativo

Abbinamenti più “arditi”

Panettone dal sapore incomparabile: il dolce del caramello e del cioccolato si sposa con una punta di sale di Cervia. Soddisfa anche i palati più golosi per la sua particolarità. È realizzato con tre fasi di impasto, 72 ore di lievitazione e materie prime di elevata qualità. Un’esplosione di gusto.


Vegan

A base di farro

È la versione 100% vegetale del dolce di Natale, con una ricetta rivisitata, preparato con farro, zucchero integrale di canna, senza canditi ma con uvetta sultanina. Per chi sceglie di non consumare ingredienti di origine animale.


Stella

Una nuvola davvero soffice

Per via della presenza del lievito madre invece di quello di birra, il pandoro proposto da Olivieri 1882 è soffice e digeribile. Fatto interamente a mano, viene lavorato per tre giorni, di cui 48 ore dedite alla maturazione. È stato riconosciuto dal Gambero Rosso fra i migliori pandori d’Italia nel 2018.


Porcellana

Attenzioni per gli ospiti

Il pandoro senza glutine è prodotto senza l’aggiunta di latte e dunque idoneo anche per gli intolleranti al lattosio. Viene realizzato utilizzando prodotti di alta qualità, senza conservanti, con lievitazione naturale, in laboratori separati da quelli di preparazione artigianale e in luoghi certificati ASL.