Agevolate le assunzioni degli under 35

Dimezzati i contributi previdenziali per un massimo di 3mila euro

SONO diverse le agevolazioni previste nell’ultima manovra del Governo per i datori di lavoro privati intenzionati ad assumere personale. Il principale – incentivo occupazione stabile giovani – prevede l’esonero contributivo triennale per i datori di lavoro che assumono i giovani under 35 che non sono mai stati titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. In sostanza le agevolazioni consistono nello sgravio contributivo del 50% dei contributi previdenziali – con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail – per un importo massimo di 3.000 euro. L’esonero spetta con riferimento ai soggetti che alla data della prima assunzione per la quale si applica l’incentivo non hanno compiuto il trentacinquesimo anno di età e non sono stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro. Non sono considerati però i periodi di apprendistato svolti per un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

STRETTAMENTE connesso a questo rientra l’incentivo occupazione Neet, che con quello sull’occupazione stabile giovanile e quello delle eccellenze, rappresenta uno degli altri pilastri della manovra. Questo, tuttavia, è riservato alle assunzioni degli iscritti al programma Garanzia Giovani. In questo caso l’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, sempre escludendo i premi e contributi dovuti all’Inail, per un importo massimo di 8.060 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per dodici mensilità e fruibile, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2021. Sono incentivabili in questo modo le assunzioni a tempo indeterminato – anche a scopo di somministrazione – nonché i rapporti di apprendistato professionalizzante.


Fino a 5mila euro con i giovani genitori

ANCHE assumere giovani genitori è incentivato. I privati, coop comprese, possono accedere a un bonus a conguaglio contributivo di 5.000 euro per ciascuna assunzione o trasformazione effettuata, nel limite massimo di cinque assunzioni-trasformazioni per ogni datore di lavoro. Il bonus vale solo per quei genitori di figli minori o affidatari di minori che abbiano effettuato l’iscrizione presso la banca dati Inps. Per iscriversi alla banca dati Inps è necessario avere un’età non superiore a 35 anni (fino al giorno precedente il compimento del 36° anno di età); essere genitori di figli minori (almeno uno, a prescindere dall’eventuale presenza di un altro figlio maggiorenne) legittimi, naturali o adottivi, ovvero risultare affidatari di minori; essere titolari di uno dei seguenti rapporti di lavoro: lavoro subordinato a tempo determinato; lavoro in somministrazione; lavoro intermittente; lavoro ripartito; contratto di inserimento; collaborazione a progetto od occasionale; lavoro accessorio; collaborazione coordinata e continuativa ovvero aver cessato uno dei suddetti rapporti e risultare iscritto, durante il periodo di inattività, presso un Centro per l’impiego.


Donne o lavoratori over 50
Abbattuto il carico previdenziale

UNA delle misure di genere introdotte in questo comparto riguarda gli sgravi contributivi per l’assunzione a tempo determinato o indeterminato (anche in somministrazione) di donne rientranti in particolari casistiche. I privati possono usufruire della riduzione dei contributi pari al 50% per i datori di lavoro che assumono lavoratrici prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, o da 6 mesi se risiedono in aree svantaggiate o lavorano in una professione o in un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere. L’agevolazione è concessa per un massimo di 12 mesi in caso di assunzione a termine, che può arrivare fino a 18 in caso di trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato o nel caso di assunzione ab origine a tempo indeterminato. Un’altra misura riguarda l’assunzione a tempo determinato o indeterminato (anche in somministrazione) di soggetti con almeno 50 anni di età disoccupati da oltre 12 mesi. Anche in questo caso riduzione dei contributi pari al 50% per i datori di lavoro che assumono. L’agevolazione è concessa per un massimo di 12 mesi in caso di assunzione a termine, elevati a 18 in caso di trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato o nel caso di assunzione ab origine a tempo indeterminato.


Detassazione e decontribuzione

È STATA prevista un’agevolazione fiscale e contributiva per i premi di risultato, la partecipazione agli utili di impresa e il welfare aziendale previsti nella contrattazione collettiva di secondo livello. Si rivolge a datori di lavoro e lavoratori del settore privato compresi enti pubblici economici. Come agevolazione fiscale, prevede l’imposta sostitutiva dell’Irpef pari al 10% dei premi e somme erogati dal sostituto d’imposta, opera entro il limite di importo complessivo di 3.000 euro annui lordi (elevabile a 4.000 nel caso di coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro), sia per i premi di risultato che per gli utili distribuiti dalle aziende ai dipendenti. L’agevolazione trova applicazione con riferimento ai titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore, nell’anno precedente a quello di percezione delle somme agevolate, a euro 80.000. Come agevolazione contributiva, prevede la riduzione di venti punti percentuali l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il regime Ivs, su una quota di erogazioni non superiore a 800 euro annue.


Cassaintegrati come in apprendistato

ANCHE assumere a tempo pieno ed indeterminato persone in cassa integrazione da almeno tre mesi, con l’impresa di provenienza in cigs da almeno sei mesi, consente di accedere a una serie di agevolazioni estese anche alle società cooperative di produzione e lavoro. Per dodici mesi la quota di contribuzione a carico del datore è uguale a quella prevista, in via ordinaria, per gli apprendisti (pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali). Viene concesso un contributo mensile pari al 50% dell’indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore per un periodo variabile in base all’età di quest’ultimo, secondo questa divisione: 9 mesi per lavoratori fino a 50 anni; 21 mesi per lavoratori over 50; 33 mesi per lavoratori con più di 50 anni, che risiedono nelle aree del Mezzogiorno e in quelle ad alto tasso di disoccupazione.